Palazzo Filangieri

palazzo filangieri lapioLa struttura,risalente con ogni probabilità al periodo rinascimentale,non va confusa con un più antico castello o torre di cui si sono perse le tracce ma che era ancora visibile alla fine dell’Ottocento come risulta dal dizionario di Strafforello (pubblicato nel 1898): a Lapio si legge ”vengono i ruderi di un antico castello”,ben distinto da un antico “Palazzo Baronale”. A ciò va aggiunto che in contrada Fratte vi era una “torre del principe”,la cui esistenza è documentata fino al Settecento,poco distante dal quartiere denominato “Palazzo Vecchio”.

Con qualche breve interruzione il Paese fu sempre feudo dei Filangieri ed inizialmente sede di alcuni importanti membri della famiglia.

Gli splendori della prima fase feudale si chiusero però con la crisi del Secolo XIV:divenuto casale di Candida nel 1341 e successivamente incluso nella contea di Avellino,Lapio diventò uno dei tanti ed anonimi possedimenti della famiglia. La ripresa cominciò nel 1414 quando Giovanni Filangieri, “Cavaliere valoroso e Camerierefavoloso del Re Ladislao”, ottenne da questi “la divisione e separazione del castello di La pigio dal distretto di Candida, che a quel tempo si possedeva da Filippo per soprannome chiamato il Prete”, che era suo nipote. La concessione del sovrano Angioino sancì la nascita del ramo di Lapio: il paese divenne il centro di un piccolo Stato Feudale. Il ritorno dei signori modificò il precedente assetto urbano. La “terra vecchia” (così denominata in numerosi documenti del Cinquecento) andò progressivamente perdendo l’antica centralità, ormai ceduta al quartiere del Pianello che, circondato da una cinta muraria di cui resta

 qualche frammento e due torri, si sviluppo attorno al nuovo Palazzo e all’annessa chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.I Filangieri di Lapio non furono ricchissimi: nonostante ciò, la loro purissima nobiltà e le eccelse virtù militari di molti suoi membri li fecero imparentare con altre illustri casate de Regno di Napoli (Ruffo,Caracciolo,Carafa). La dignità del palazzo, che dominava le strette ed anguste vie circostanti, doveva pertanto essere paria quella dei suoi Signori. Probabilmente completato nel primo Cinquecento e continuamente migliorato nei secoli successivi, l’edificio ospitò una piccola ma vitale corte rinascimentale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Web Design MymensinghPremium WordPress ThemesWeb Development

FIANO LOVE FEST 2014

Rassegna Enogastronomica con la straordinaria collaborazione di Slow Food Avellino.   1-2-3 Agosto 2014 - Lapio - Centro Storico   L'evento Le Cantine Gli Oleifici Gastronomia Apicoltura